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Comunali Roma,Pedica: Basta stipendi da 150mila euro l’anno

Di Laura Carcano

Roma, 4 mar. (LaPresse) – Stefano Pedica, ex senatore Pd e membro della Direzione Dem e candidato alle primarie del centrosinistra per il Campidoglio, risponde a LaPresse sul programma per Roma, nel caso vinca le primarie di domenica e sia eletto sindaco della capitale.

Domanda: – La città di Roma esce da un lungo periodo di instabilità politica, con le amministrazioni che si sono succedute in qualche caso travolte dagli scandali. Se la sente di garantire, nel caso di una vittoria, una vera stabilità al governo della città? Risposta: – Roma merita stabilità e che la pagina buia che ha vissuto sia cancellata nei primi 100 giorni. Roma deve avere la voglia di ripresa, la voglia di cancellare tutti quei consiglieri comunali e municipali che hanno creato quella frase dannata, che nel mondo ci ha dato solo un esempio di non decoro: ‘Mafia Capitale’, ‘Affittopoli’ e ‘Parentopoli’. E noi dobbiamo cancellare tutto questo.

D: – Le casse comunali registrano debiti e perdite che nessuno fino a oggi è riuscito con precisione a quantificare: come si riesce a governare la capitale d’Italia con le casse vuote? R: – Il debito reale era di 22 miliardi, siamo arrivati a dividerlo: una parte al Commissario del debito pubblico e un’altra parte la sta sostendendo il governo che da’ 500 milioni l’anno per sanare questo debito. Si tratta di un debito dovuto a mancanze avvenute nelle aziende municipalizzate, parlo di Atac, di Ama, Cotral, parlo delle tante ruberie all’interno del Comune di Roma. Non a caso nelle case del Comune di Roma tanti inquilini pagavano 10 euro, invece di un canone aggiornato ai tempi nostri, perciò bisogna recuperare immediatamente da quegli affittuari ‘finti’, ‘trasversalmente amici dei politici, dei soliti’ noti’ e far pagare il giusto canone: in un minuto rientrerebbe 1,5 miliardi nelle casse comunali e con quei soldi bisogna fare funzionare i servizi. Abbiamo aumentato a 1,5 euro il trasporto pubblico, quel mezzo euro serviva per la manutenzione, ma così non è stato: ci sono miliardi da recuperare e quei miliardi devono andare ai cittadini e non nelle tasche dei ‘soliti noti’.

D: – E’ in grado di promettere ai cittadini che i servizi che una capitale degna di questo nome deve fornire ai suoi abitanti non verranno pagati con ulteriori aumenti fiscali? R: – Roma è la città dove si paga di più di tutti l’ Irpef: noi paghiamo per sanare i debiti dovuti a quelle mancanze che i politici hanno voluto per trasformare quei soldi in consigli di amministrazione o in presidenze per i ‘trombati’ della politica. Roma non merita questo. Dobbiamo lanciare un piano per i trasporti vero e dire la verità: chi ama Roma deve far funzionare i trasporti, tappare le buche e vedere un decoro vero. Non i topi che camminano a Trinità dei Monti o nella Fontana di Trevi. Dobbiamo avere una Roma veramente europea che rispetta i cittadini, con quei soldi bisogna migliorare la visibilità di una Roma che da non decorosa diventi decorosa. Si possono recuperare tanti soldi dovuti agli sprechi, ad esempio accorpando molte municipalizzate. Tanti enti compartecipati dal comune bisogna toglierli e fare cassa. Come? Togliendo chi guadagna 100-150 mila euro l’anno: già solo con quello si recupera un altro miliardo di euro. E poi bisogna combattere l’evasione, facendo pagare a tutti il dovuto: altri miliardi che entrano. Sono esempi pratici, ma è questa praticità che aiuta il Comune di Roma a sanare la situazione delle sue casse e a restituire ai romani con quei soldi un buon servizio

D. Se dovesse stabilire una lista di priorità da affrontare il giorno dell’insediamento cosa privilegerebbe: il degrado delle periferie, la congestione del traffico e la gestione dei trasporti cittadini, il malaffare che ha contraddistinto le ultime stagioni romane o la semplificazione dell’amministrazione pubblica? R. Queste sono tante cose che vanno fatte: e’ ovvio che il decoro, le buche, i trasporti, i rifiuti sono la mia priorità. Ma appena entro io in Campidoglio tolgo subito quei 500, fra funzionari, impiegati e dipendenti, che l’assessore alla Legalità ha detto che stanno ancora dentro a chiedere soldi e a fare ciò che si chiama illegalità. Quelle persone con me andranno a casa sicuramente, perché le mele marce non ci devono essere. Dobbiamo pensare a una Roma diversa, che parla di cultura, che parla con il sorriso, non con la cattiveria di chi si sente vessato tutti i giorni. E poi voglio una Roma in cui dal centro alle periferie sia una bella Roma. Il mio slogan è proprio ‘una bella Roma’ . Ed è questo che voglio farla diventare.