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D’Alema smetta di “bubolare” e pensi a collaborare

(ANSA) – ROMA, 11 MAR –

“D’Alema smetta di ‘bubolare’ e pensi a collaborare di piu’ con il partito. Dalle sue parole viene fuori la figura di un gufo criticone piuttosto che l’immagine di un saggio e riflessivo”. Lo afferma Stefano Pedica del PD. “A parte gli scherzi – sottolinea – D’Alema eviti di criticare ogni azione del Pd, fa solo male al nostro elettorato. Tra l’altro, rischia di passare da primo presidente del Consiglio di sinistra, sdoganato dell’allora presidente Cossiga, a esponente di partito che si sente vittima della rottamazione e non manda giu’ il cambio dei tempi. A D’Alema consiglio di contribuire alla crescita di una nuova classe dirigente che non ‘bubola’ ma costruisce. E mi auguro che un giorno riesca a riconoscere i meriti di Renzi, che ha dato una forte spinta alla crescita del Paese”. (ANSA).

Comunali Roma, Pedica (Pd): Primarie sinistra? Senza Pd una farsa

Roma, 10 marzo (LaPresse) –

“La sinistra vuole fare le primarie? Visto che qualcuno ha definito ‘primariette’ quelle organizzate dal Pd, quasi quasi potremmo ricandidarci insieme a Fassina&co per fare questa volta delle ‘primarione'”. E’ quanto afferma Stefano Pedica del PD, uno dei sei candidati alle primarie del 6 marzo.

“Nella sinistra continua a regnare la confusione – sottolinea Pedica -. Fassina e Marino, che non hanno avuto il coraggio di partecipare alle primarie del centrosinistra, ora mettono in piedi una competizione mignon per pochi intimi. Immagino che la loro campagna si concentrerà sui motivi che li hanno portati a non partecipare alle primarie del 6 marzo. Prima passeranno una settimana a spiegare perché sono rimasti fuori dal Pd, poi un’altra a dire perché hanno formato l’ennesimo partitino, poi un’altra ancora a spiegare perché in questi anni non hanno fatto nulla per il territorio e infine l’ultima a spiegare il motivo per cui non hanno partecipato alle primarie con il Pd. Insomma sarà una farsa, mentre l’unica cosa saggia sarebbe stata fare le primarie con tutto il centrosinistra” .

Roma: Pedica, Pd spieghi anomalia schede bianche

(ANSA) – ROMA, 09 MAR –

“Roma non è come Napoli, la differenza è enorme. Il vincitore è Giachetti e lo riconosciamo. L’unica anomalia è quella delle schede bianche: 3000 persone o vanno a votare o no, al massimo annullano le schede, non le lasciano in bianco. Questo ci dà da pensare. Il Pd deve valutare il motivo di queste schede bianche e darci spiegazioni, perché non è mai successo che ce ne fossero così tante. Servono spiegazioni altrimenti l’elettorato si arrabbia”. Lo dice Stefano Pedica (Pd), candidato alle primarie del centrosinistra per il Campidoglio interpellato sul caso di presunte schede bianche aggiunte per far lievitare il numero dei votanti. Il caso schede bianche è stato anticipato oggi dal quotidiano Il Messaggero. (ANSA).

8 MARZO: PEDICA (PD), GIORNATA PER RICORDARE VITTIME DELLA VIOLENZA

Roma, 8 mar. (AdnKronos) –

“L’8 marzo deve essere non solo un giorno di festa ma anche di riflessione. E’ giusto ricordare tutte le conquiste sociali, politiche ed economiche ottenute dalle donne ma resta ancora molto da fare contro le discriminazioni e le violenze”. E’ quanto afferma, in una nota, Stefano Pedica del Pd, secondo il quale “oggi deve essere la giornata del ricordo delle donne vittime della violenza”.

“La violenza contro le donne è un fenomeno – sottolinea Pedica – che continua ad aumentare e che bisogna fermare subito. Bisogna punire duramente i crimini compiuti dentro e fuori le mura domestiche. Ma occorre aiutare anche le donne a trovare il coraggio di denunciare le violenze subite. Ecco perché sarebbe utile aprire uno ‘sportello rosa’ in tutte le caserme dei carabinieri per creare un punto di ascolto in tutti i comuni”

ROMA: PEDICA, BENE ORFINI, DA PRIMARIE NATO NUOVO PD

10 i politici asseminesi «il malaffare allontana i cittadini dalla politica»

Roma, 8 mar. (AdnKronos) –

“Dalle primarie a Roma e’ nato un nuovo Pd, un partito che è tornato a parlare con i cittadini. Orfini non fa altro che dire la verità quando sostiene che la disaffezione e’ frutto di Mafia Capitale, perciò noi candidati dem in questo mese siamo tornati con coraggio tra la gente per recuperare il rapporto con gli elettori, anche a costo di prenderci gli insulti”. E’ quanto afferma Stefano Pedica del Pd.

“Ci abbiamo messo la faccia per riavvicinare la gente alla politica e al nostro partito e lo abbiamo fatto partendo dalla verità – sottolinea Pedica – Orfini fa bene a dire che nel 2013 c’erano le truppe cammellate e i capibastone. La delusione tra la gente c’è ed è inutile negarla. Ma la strada del cambiamento è stata imboccata. Non perderemo il lavoro fatto, faremo tesoro di questa esperienza perché, oggi più che mai, siamo motivati a cambiare Roma e il nostro partito”.

Roma, Pedica: No a privatizzazione asili nido e piu’ attenzione a personale Ata

(ilVelino/AGV NEWS) Roma, 08 MAR –

“Giu’ le mani dagli asilo nido pubblici. Nella mia campagna per le primarie ho promesso che mi sarei battuto contro la privatizzazione e continuero’ a portare avanti questa battaglia accanto a Giachetti perche’ so che la pensa come me”. Lo afferma Stefano Pedica del Pd. “Gli asili nido pubblici vanno potenziati e non privatizzati – sottolinea -. Chi pensa di privatizzarli non riesce a capire le vere esigenze delle famiglie. Tra l’altro, poi, non bisogna dimenticare la stabilizzazione del personale Ata. Sono vicino a chi oggi ha manifestato per il diritto al lavoro. Tante famiglie hanno bisogno degli asili nido comunali e del personale tecnico”.

PRIMARIE: PEDICA, SARO’ ANCHE A CONGRESSO ROMANO PD, MIA BATTAGLIA NON SI FERMA

Roma, 6 mar. (AdnKronos) –

“Per me queste primarie rappresentano l’inizio del congresso romano del Pd dove mi vedrà ancora protagonista per una vera pulizia del partito e delle tribù che vi regnano ancora oggi”. Lo dichiara Stefano Pedica in attesa dei risultati delle primarie del centrosinistra a Roma alle quali partecipa come candidato.
“Spero che oggi le truppe cammellate, troppe purtroppo è ancora vive per rovinare un Pd libero, non facciano restare, con le loro strategie volte solo al potere, una Roma immobile come da anni accade, ma che votino per il cambiamento ribellandosi ai suoi capi tribù – aggiunge Pedica – Dubito che questo accada, continua Pedica. La mia battaglia contro un Pd che ha alzato muri tra politica e cittadini continuerà già da domani, qualunque sia l’esito del voto di questa sera – prosegue Pedica- Come ho detto durante la mia campagna per le primarie il partito che temo più di tutti è il mio, è il Pd, quello demotivato, arrabbiato, quello che dovrà reagire a mafia capitale e agli accordi trasversali fino a ieri considerati normali. Per questi motivi continuerò a lottare dentro il mio partito, perché lo voglio bello e pulito”

Primarie Roma 6 marzo, Pedica: “Per Ama e Atac chiedere aiuto ai privati”


Ex parlamentare Idv, oggi esponente Pd, di sé racconta: “Da oltre due anni sono impegnato a girare per i quartieri della città e a denunciare i mali di Roma”

Un passato da parlamentare nelle fila dell’Idv, dirigente di una società di costruzioni in aspettativa, oggi è nel Pd. Di sé racconta: “Da oltre due anni sono impegnato a girare per i quartieri della città e a denunciare i mali di Roma”. Stefano Pedica, classe 1957, è tra i candidati alle primarie del centrosinistra per il sindaco di Roma che si terranno il prossimo 6 marzo.

Perchè ha deciso di candidarsi?

Ho visto tanta ipocrisia negli altri candidati che non si sono mai interessati al territorio. Scendono in campo per poi magari rendersi conto che alle fermate della metro o agli autobus non ci sono gli accessi per i disabili. Ripeto, ho visto tanta ipocrisia che mi ha spinto a parlare con i cittadini, gli unici ad essere stati davvero vessati dall’assenza di rapporto tra il territorio e la politica, e non con le truppe cammellate o con quel Pd che ritengo marcio.

Pensiamo alle emergenze della città. Quali sono le prime tre priorità da affrontare. 

Viabilità, manutenzione delle strade e rifiuti. Le ultime consiliature non si sono mai interessate veramente a questi aspetti. Per anni si sono approfittati di Malagrotta per scaricare tutti i rifiuti indistintamente.

Malagrotta però è chiusa dal 2013 e le problematiche nate da questa scelta non sono poche. Che fare? 

Oggi c’è una timida raccolta differenziata ma i camion passano di rado, anche dopo venti giorni. La gente che non è abituata a rispettare le regole spesso decide di buttare tutto insieme. Questa Roma senza regole non mi piace, così come non mi piace questa politica romana. Questi sono solo tre punti, ma ne avrei altri.

Per esempio?

Gli asili romani vanno valorizzati. Mi opporrò a qualsiasi privatizzazione, anche per garantire l’occupazione di chi ci lavora. Altra cosa, vanno ripristinate tutte le linee bus soppresse: un vero e proprio schiaffo ai cittadini che si sono visti scomparire il bus sotto casa. Il tutto in nome della razionalizzazione di non si sa bene cosa, forse per creare ancora più confusione e costringere ancora più macchine ad andare in giro per la città.

Due aspetti scottano più di altri: i rifiuti e i trasporti. Cosa propone?

Innanzitutto una maggiore attenzione ai lavoratori, sia di Atac sia di Ama. Da sempre la politica si è interessata alla dirigenza e mai a chi lavora in città. Se così non funzionasse, sono disponibile a chiedere ai privati di intervenire acquistando delle quote: un modo per responsabilizzare un vertice che oggi penso sia di un’irresponsabilità unica.

Una delle difficoltà è quella dei fondi, soprattutto in relazione al rapporto con il Governo. Crede serva una svolta sotto questo punto di vista?

Roma, come tutte le altri capitali, dovrebbe avere un finanziamento a parte da utilizzare per dare servizi, per aumentare la proposta culturale, valorizzare le periferie. Soldi da spendere bene e che fino ad oggi sono stati utilizzati malissimo come per esempio il buco di bilancio che costringe il Governo a versare 500 milioni di euro all’anno per tamponarlo. Per questo i romani pagano l’Irpef più alta d’Italia. Al contrario del passato, va tagliato l’inutile e vanno potenziati i servizi per far vivere meglio i cittadini.

I due ‘big’ di questa competizione sono del Pd, il suo partito. Cosa la distingue dagli altri candidati ‘dem’?

Sono un candidato contro il sistema. Il Pd romano ormai è più noto per le vicende che hanno visto alcuni esponenti coinvolti nelle vicende di mafia capitale che non per le cose che ha fatto. Io sono del Pd ma voglio cambiarlo. L’eletto deve garantire di essere al servizio dei cittadini, di rappresentarli, non di essere solo interessato alle poltrone e al potere. Mi piacerebbe una Roma diversa, più integrata e coraggiosa, più stimolata. Invece è continuamente vessata e umiliata. Paghiamo 15 anni di consiliature. Con Marino e con il centrosinistra la città voleva costruire una nuova Roma dopo Alemanno, ma così non è stato.

Se diventasse candidato sindaco del centrosinistra, quale avversario politico temerebbe di più?

 Se domenica vincessi, proporrò un patto del Campidoglio con tutte le forze politiche che vogliono aiutare Roma perché nessuno oggi può governare da solo. Un patto aperto anche al Movimento cinque stelle. Vorrei chiedere a tutti i partiti di dare il meglio.

Primarie, Pedica: va riorganizzata la macchina comunale

ROMA Stefano Pedica, 58 anni, dirigente di una società di costruzioni, ex parlamentare.

 

La prima delibera che porterà in Giunta se diventerà sindaco?
Riorganizzazione della macchina amministrativa, fra cui: tappare le buche; dare soluzione alle dichiarazioni di Sabella sui 500 e passa dipendenti, diciamo “poco istituzionali”; ripristinare linee bus soppresse; mantenere asili nido comunali.

Cosa fare per la mobilità urbana?
Non esiste “una” cosa, sarebbe un palliativo, ma un insieme di “cose”: cura del ferro, metro di superficie e tante corsie preferenziali.

Tre provvedimenti da varare nei primi 100 giorni per rendere Roma più pulita.
Per quanto riguarda le strade una campagna pubblicitaria sul senso civico supportate da penali amministrative pesanti. Per i rifiuti, mettere in concorrenza la raccolta dei 15 Municipi anche privatizzando la raccolta differenziata, e centralizzando la rivendita dei materiali riciclabili con incasso della vendita da parte del Comune.

Qual è la prima condizione perché le Olimpiadi siano utili alla città?
Che contribuiscano alla riqualificazione generale del tessuto urbano, non cementificazione e soldi ai soliti costruttori.

Nuovo stadio della Roma, va bene la localizzazione a Tor di Valle?
Prima vanno verificati seriamente i benefici generali per il Comune e la cittadinanza, prima i servizi e la viabilità e poi lo stadio, no a mq in più di lottizzazione.

 

Focus trasporti e mobilità

Come fare per salvare Atac dal fallimento?
L’Atac è soltanto un servizio ai cittadini, quindi analizzare che cosa conviene ai cittadini di Roma, privatizzazione compresa, mandare via dirigenti politicizzati.

Confermerà la scelta dei tornelli in uscita dalla metro e i bigliettai sui bus?
Per bigliettai metodo Londra si entra lato autista il quale verifica regolarità accesso. Per i tornelli alle uscite metro per gli utenti : si, ma che funzionino sempre e personale che controlla.

Car e bike sharing vanno lasciati solo ai privati?
Non mi pare sia uno dei Compiti del Comune che ha invece il compito di controllare, comunque meglio gestiti dal Comune se c’è la volontà di renderli utili.

Giusto aumentare i costi delle strisce blu per disincentivare il traffico?
Insufficiente, molto meglio operare per dimezzare le 91 macchine ogni 100 abitanti che oggi circolano, contro le 40 di Londra e Parigi; non aumentare i costi, meglio aumentare i parcheggi vicino ai servizi pubblici.

Zone con limite di 30 Km/h è giusto istituirle e dove?
Potrebbe avere l’effetto opposto a quello che vuole risolvere se generalizzato, andrebbero individuate zone “semi-pedonalizzate” ove è utile applicare tale limite. Meglio 30km che investire.

Pedonalizzazione di via dei Fori. Proseguire sulla traccia avviata da Marino?
Prima verificare la fattibilità del progetto del Prof. Benevolo, Cagnardi e Gregotti, noto come il “Progetto Fori”, non senza valorizzare trasporti alternativi e senza penalizzare il commercio regolare.

Come rendere Roma una città a misura dei ciclisti?
Piste ciclabili a parte, prima di tutto rendendo respirabile l’aria che un ciclista respira, caso contrario sarebbe una istigazione alla malattia. Vanno verificati fra l’altro l’infinito numero di condomini con caldaie ancora a gasolio o addirittura a carbone. Comunque viva i ciclisti e la loro tutela.

OSVALDO BALDACCI

3 marzo 2016

FONTE

 

Comunali Roma,Pedica: Basta stipendi da 150mila euro l’anno

Di Laura Carcano

Roma, 4 mar. (LaPresse) – Stefano Pedica, ex senatore Pd e membro della Direzione Dem e candidato alle primarie del centrosinistra per il Campidoglio, risponde a LaPresse sul programma per Roma, nel caso vinca le primarie di domenica e sia eletto sindaco della capitale.

Domanda: – La città di Roma esce da un lungo periodo di instabilità politica, con le amministrazioni che si sono succedute in qualche caso travolte dagli scandali. Se la sente di garantire, nel caso di una vittoria, una vera stabilità al governo della città? Risposta: – Roma merita stabilità e che la pagina buia che ha vissuto sia cancellata nei primi 100 giorni. Roma deve avere la voglia di ripresa, la voglia di cancellare tutti quei consiglieri comunali e municipali che hanno creato quella frase dannata, che nel mondo ci ha dato solo un esempio di non decoro: ‘Mafia Capitale’, ‘Affittopoli’ e ‘Parentopoli’. E noi dobbiamo cancellare tutto questo.

D: – Le casse comunali registrano debiti e perdite che nessuno fino a oggi è riuscito con precisione a quantificare: come si riesce a governare la capitale d’Italia con le casse vuote? R: – Il debito reale era di 22 miliardi, siamo arrivati a dividerlo: una parte al Commissario del debito pubblico e un’altra parte la sta sostendendo il governo che da’ 500 milioni l’anno per sanare questo debito. Si tratta di un debito dovuto a mancanze avvenute nelle aziende municipalizzate, parlo di Atac, di Ama, Cotral, parlo delle tante ruberie all’interno del Comune di Roma. Non a caso nelle case del Comune di Roma tanti inquilini pagavano 10 euro, invece di un canone aggiornato ai tempi nostri, perciò bisogna recuperare immediatamente da quegli affittuari ‘finti’, ‘trasversalmente amici dei politici, dei soliti’ noti’ e far pagare il giusto canone: in un minuto rientrerebbe 1,5 miliardi nelle casse comunali e con quei soldi bisogna fare funzionare i servizi. Abbiamo aumentato a 1,5 euro il trasporto pubblico, quel mezzo euro serviva per la manutenzione, ma così non è stato: ci sono miliardi da recuperare e quei miliardi devono andare ai cittadini e non nelle tasche dei ‘soliti noti’.

D: – E’ in grado di promettere ai cittadini che i servizi che una capitale degna di questo nome deve fornire ai suoi abitanti non verranno pagati con ulteriori aumenti fiscali? R: – Roma è la città dove si paga di più di tutti l’ Irpef: noi paghiamo per sanare i debiti dovuti a quelle mancanze che i politici hanno voluto per trasformare quei soldi in consigli di amministrazione o in presidenze per i ‘trombati’ della politica. Roma non merita questo. Dobbiamo lanciare un piano per i trasporti vero e dire la verità: chi ama Roma deve far funzionare i trasporti, tappare le buche e vedere un decoro vero. Non i topi che camminano a Trinità dei Monti o nella Fontana di Trevi. Dobbiamo avere una Roma veramente europea che rispetta i cittadini, con quei soldi bisogna migliorare la visibilità di una Roma che da non decorosa diventi decorosa. Si possono recuperare tanti soldi dovuti agli sprechi, ad esempio accorpando molte municipalizzate. Tanti enti compartecipati dal comune bisogna toglierli e fare cassa. Come? Togliendo chi guadagna 100-150 mila euro l’anno: già solo con quello si recupera un altro miliardo di euro. E poi bisogna combattere l’evasione, facendo pagare a tutti il dovuto: altri miliardi che entrano. Sono esempi pratici, ma è questa praticità che aiuta il Comune di Roma a sanare la situazione delle sue casse e a restituire ai romani con quei soldi un buon servizio

D. Se dovesse stabilire una lista di priorità da affrontare il giorno dell’insediamento cosa privilegerebbe: il degrado delle periferie, la congestione del traffico e la gestione dei trasporti cittadini, il malaffare che ha contraddistinto le ultime stagioni romane o la semplificazione dell’amministrazione pubblica? R. Queste sono tante cose che vanno fatte: e’ ovvio che il decoro, le buche, i trasporti, i rifiuti sono la mia priorità. Ma appena entro io in Campidoglio tolgo subito quei 500, fra funzionari, impiegati e dipendenti, che l’assessore alla Legalità ha detto che stanno ancora dentro a chiedere soldi e a fare ciò che si chiama illegalità. Quelle persone con me andranno a casa sicuramente, perché le mele marce non ci devono essere. Dobbiamo pensare a una Roma diversa, che parla di cultura, che parla con il sorriso, non con la cattiveria di chi si sente vessato tutti i giorni. E poi voglio una Roma in cui dal centro alle periferie sia una bella Roma. Il mio slogan è proprio ‘una bella Roma’ . Ed è questo che voglio farla diventare.

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